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Edizione 1999
La festa nel Borgo 17 Luglio 1999


“I LUOGHI E I PERSONAGGI DEL BORGO.”

Con questo scritto vorrei proseguire le memorie dello scorso anno ricordando i tanti personaggi, strani e caratteristici, che sono passati dal nostro vecchio Borgo e del quale ne hanno fatto la storia. Quelli ricordati nel’98, sono coloro che vengono da un periodo molto lontano nel tempo, in successione tanti altri hanno vissuto assieme a tutti noi. Vicino all’osteria della “ Gambouna”, aveva la barbieria Melagranati, “Tugnin l’anartich” detto “maneina” perché sbarbava i clienti con mano leggera. Nella sua bottega, sembra, si scrivessero commedie dialettali. Dalle parti dell’arco c’era il Salone Sartini poi, a metà del borgo, c’erano i barbieri Olinto e Tonino. Sull’angolo della strada per San Marino si potevano incontrare Barloun con il fido aiutante Mario, sempre barbieri. Nella via che porta verso Santo Spirito, c’erano i fratelli Taddei; Guerrino e Secondo commercianti in articoli casalinghi. La loro attività è passata nel tempo ai figli e quindi ai nipoti, poi Mambelli che produceva e commerciava detersivi, specializzato in varachina, ancora più avanti, vicino alla Chiesa di Santo Spirito l’officina di Campi che costruiva e riparava aratri e macchine agricole in generale. Lo scorso anno abbiamo parlato delle carrozze trainate da cavalli, col passar del tempo ci si è modernizzati ed ecco allora i taxi: Buda, Mazzotti e Gabrielli.
In tempi più remoti la rivendita d’olio d’oliva vicino al palazzo Ghetti era gestita da “ Chiloun” che, tradotto, non vuol essere altro che “Achille grande e grosso”. Nella casa appresso abitava Macellaro, maestro di musica del Regio Esercito. Dalla parte opposta della strada c’era la ferramenta “Da Gentili” fornitissima di tutto, gestita dai fratelli Cumo. Di fronte alla Chiesa si trovava il deposito di legnami Vernocchi. Nella stessa zona abitava Ligierini, grande animatore di feste popolari e c’era Belloni, famoso declamatore di poesie dialettali. Nel vicolo San Giovanni, dove oggi è la scuola di ballo, ebbe le sue origini il panificio Drei. Ricordiamo ancora lo scalificio Albini che, quando collaudava le scale le alzava sulla facciata della Chiesa. Il collaudatore era “Microbo” Ceccarelli. Al primo piano della costruzione a fianco dello scalificio c’era la donna delle Ostie, altri non era che una signora che confezionava le ostie per le varie Chiese e ne vendeva i ritagli a noi bambini per pochi centesimi. Un po’ più su, verso e furnarett (che era il panificio Ravegnani poi Gemini), c’era un fiorente allevamento di bachi da seta. Ricordiamo anche il Palazzo Ghetti dove era la fabbrica di fiammiferi e zolfanelli “innocui e di sicurezza”. Vicino al palazzo Ghetti, dove poi sorse il cinema all’aperto Arena delle Stelle, c’era la fabbrica di torchi per l’uva dei Moroni di Santarcangelo. Una delle prime ricevitorie SISAL era gestita da “Pasqualein”, nello stabile dove oggi è il calzolaio Simoncini. A fianco, nel dopoguerra aprì un ristorante Giovannino Quadrelli e lo chiamò “ La Buca”; i genitori di Giovannino in precedenza, gestivano nel borgo un negozio di generi alimentari. Nel vicolo San Giovanni aveva la bottega un maniscalco di nome Santini che si trasferì poi nella casa che divenne successivamente la residenza della famiglia Volpones. Di questa famiglia faceva parte la Zaira, nota ostetrica e madre del Dott. Volpones, oculista. Nel periodo bellico nel borgo, (palazzo Turchi), c’era la farmacia del Dott. Angeloni che qui si trasferì da piazza Tripoli, dove poi ritornò a guerra conclusa. La farmacia Gotti aprì in via Tripoli, dalla parte dei numeri dispari, dopo essere stata nel vecchio Kursal, a Covignano e in via Saffi. Successivamente si trasferì dalla parte dei numeri pari. Sempre in via Tripoli la famiglia Turini gestiva, con Aldo e Marcella, il negozio “Sali e tabacchi” che poi divenne proprietà dei Ciacci. Nello stesso stabile Renato Turini, faceva il barbiere. Immediatamente dopo la guerra, nel borgo, Genghini aprì una fabbrica di zoccoli in legno e, sul lato opposto, Bianchini riparazioni radio. Fra i tanti ricordi del nostro Borgo non possiamo dimenticare l’operosità e la signorilità del sagrestano per eccellenza Pietro Sacanna, oggi sostituito da Corrado Albani, che aveva come zio il Comm.Umberto Bartolani ricordato per le sue opere in favore della città e come nonno Vincenzo, ”Vizanzoun”, che dedicò gran parte della vita in favore di opere pie. Rammentiamo anche la macelleria Bascucci, all’angolo fra via Tripoli e il Borgo, dove Arturo gestì la sua attività per oltre trent’anni. Inoltrandoci per la via Flaminia avevamo la pesa pubblica gestita da Cecchini, poi la caserma dei carabinieri e come dimenticare il bar “da Bigno”, il bar degli sportivi e, più avanti, l’officina Brigliadori “ e sburgiador”, costruttore di macchine agricole di tutti i tipi. Sicuramente in questa seconda carellata di ricordi tanti personaggi, anche importanti, mi saranno sfuggiti e di questo mi scuso. Vorrei però che questa specie di racconto servisse per rammentare a tutti gli abitanti, vecchi e nuovi, quanto vivo e vitale è sempre stato il nostro vecchio e caro Borgo San Giovanni.

C.C. 1999.

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