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Edizione 1998
La festa nel Borgo 18 Luglio 1998


“I LUOGHI E I PERSONAGGI DEL BORGO.”

“e borg Sanzvan” “e borg di pret” o anche “e borg di sgnur” quante storie e quanti personaggi sono passati negli anni da questo borgo !

All’inizio del borgo, dalla parte dell’arco, avevano la bottega “la Zvana”(fruttivendola) e Tomassoni (idraulico). Risalendo piano piano c’erano: Vernocchi (legnami), Brandinelli e Vernocchi “Bubi” (olio d’oliva), Piaclein (lombardone e sanguinaccio), lo stallatico Rossetti “Mino”, e la Flora, per una vita bigliettaia al cinema Savoia, col padre restauratore e doratore. Nel palazzo Ghetti abitava la Munaldeina (raccoglitrice di stracci), a metà del borgo Ricci “Bisostre” con la sua carrozza a cavalli, alla fine del borgo, con la stessa attività “Finoun” Pivi, e la Giulia (rivendita d’olio d’oliva). Ancora all’interno del borgo c’erano: gli Angelini: il padre e il figlio Attilio, detto “Veleno“(fabbri-saldatori), Valmaggi (e saldador), Parma (droghiere), la vetreria Fiorentini con la Linda, Nello e Aldo “ Parapà”, “Al buon mercato” di Massari (materiali edili), la macelleria Pedriali “da Gennaro”, il carbonaio Pizzioli “Garanzia”, la barbieria di Lucio Leoni, i riparatori di biciclette Tullio e Berto, la Peppina “Stuvanouna” (aghi, fili e bottoni) lo scalificio Albini, Pitroun (salumi), Pitrocc (frutta e verdura), Giunchi (mobili) e un’avvenente signora soprannominata “la madona de petroglie”. E ancora: il panificio Ravegnani-Gemini “e furnarett”, all’angolo con via Trai, oggi viale Tripoli, i costruttori di macchine agricole Semprini “Mes’Sintein” (Mastro Santino) ed infine la mesticheria “Gris”, “e Ras dal smeinti”, “la Sina di frott”, “la canteina ad Cinciot” e l’osteria “la Gambouna”, con a fianco il maniscalco “Bureccia”, tutti nomi e tutti ricordi che fanno la storia di questo borgo. In mezzo sempre la chiesa, la nostra Chiesa. Chi in gioventù non è passato dal cortile del prete dove si inventavano tutti i giochi del mondo? La Chiesa di San Giovanni Battista è citata già nel 1144, “delli Confratelli della Venerabile Confraternita chiamata di San Giovanni Battista del borgo”, borgo che allora era intitolato a San Bartolomeo. Anche dalla Chiesa sono passati vari personaggi: “ Don Gnorgnia “ noto a quei tempi per le sue lunghe messe, in totale contrasto con “Don Lampo” che sembra dicesse messa in 18 minuti, il corpulento Canonico Don Broccoli, poi Don Peppino e come non ricordare Don Pippo, Don Luigi, Don Tonino, Don Aldo, Don Italo, fino ad arrivare a Don Salvatore. Parlando di San Giovanni non si possono dimenticare: Raffaele che si prodigava senza risparmio di energie per la vita della Chiesa e per tutti i ragazzi, il Maestro Augusto Massari sempre pronto, con la sua fantasia e bravura all’organo e la vecchia, cara, silenziosa “Stamura”, catechista da sempre. Queste poche righe non sono altro che un tuffo nel passato, nei ricordi, senza un ordine preciso, ma solo come la ricerca e la memoria me li passa.

C.C. .1998

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