Luogo: l’abitazione dell’indimenticato sacrestano
Pietro.
Protagonisti: la Contessa Teodora Battaglini ed il pittore
Guido Cagnacci.
Il pittore Guido Cagnacci nasce a Sant’Arcangelo
di Romagna nel Gennaio del 1601, a 400 anni dalla nascita
lo ricordiamo per un’avventura che lo ha legato
al nostro Borgo. Siamo nel Borgo di San Bartolo, così
era chiamato a quei tempi l’attuale Borgo San
Giovanni. E’ il 20 d'Ottobre del 1628. Alle ore
1,30 di notte, che corrispondono all’incirca alle
attuali 21,00 (poiché l’ora di notte si
cominciava a contare dopo il suono dell’Ave Maria),
il Bargello del Vescovo, accompagnato da alcune guardie,
bussa alla porta della casa che potrebbe essere identificata
in quella in cui ha abitato l’indimenticabile
Pietro Sacanna. Si dice infatti che fosse una piccola
casa confinante con il convento dei P.P. Carmelitani,
i quali ressero poi il convento e la Chiesa fino al
16 Luglio 1797, giorno in cui veniva festeggiata, come
ancora oggi, la B.V. del Carmine. In quell'abitazione
vivono Mastro Giovanni Padovano con la moglie donna
Anastasia, il Padovano, di professione falegname, costruisce
e ripara carri. Nel momento in cui il Bargello bussa
alla porta, in quella casa è ospitata la ventinovenne
Contessa Teodora Battaglini che vi è giunta travestita
da uomo, accompagnata da una serva ed in gran segreto.
Il Bargello ha l’incarico di prelevare la nobildonna,
giunta parecchio tempo prima dell’Ava Maria, poiché
a quell’ora si chiudono le porte della città
ed aumentano i controlli. Lo scopo di tutto ciò
è quello d’incontrare, possibilmente indisturbata
e lontana da occhi indiscreti, il fidanzato, il pittore
Guido Cagnacci, figlio di un mercante di cuoio e pellame
di Sant’Arcangelo. Il Maestro, essendo pittore,
è considerato un artigiano e per questo motivo
i parenti di Lei non vogliono consentire l’unione
dei due giovani (a quei tempi non era costume per una
nobile sposare un artigiano) soprattutto per non disperdere
il patrimonio di famiglia. Tutto è pronto, i
due devono partire a cavallo per una destinazione sconosciuta
dove si sposeranno. Ma l’intervento del Bargello,
sicuramente richiesto dai parenti della Contessa, manda
in fumo tutto il piano che è stato predisposto,
addirittura i due giovani sembra avessero già
sottoscritto un contratto di matrimonio! L’irruzione
di questi armigeri nella casa divide definitivamente
i due innamorati. Lui, per non essere arrestato, fugge
saltando la rete dell’orto dei P.P. Carmelitani
verso le campagne circostanti e si dilegua nella notte;
Lei viene presa in consegna dal Bargello e dalle guardie
ed accompagnata, a piedi, nel convento di Santa Maria
Maddalena e consegnata alla Badessa. Il convento è
nella zona dove ora è Piazza Ferrari. Per arrivare
fin lì il piccolo corteo scende dal Borgo, attraversa
il ponte sull’Ausa, gira a destra lungo i bastioni,
costeggia la chiesa di S. Marino, oggi Santa Rita, e
punta quindi verso il centro. Assolto l’incarico,
il Bargello e le guardie se ne vanno lasciando la Contessa
Teodora in compagnia, ma soprattutto sotto la rigida
custodia, della Badessa. La nobildonna rimarrà
chiusa in quel convento, dove si accolgono donne povere,
bisognose ed anche di malaffare, per alcuni anni, fino
a quando non convolerà a nozze con un nipote
di 10 anni più giovane di Lei dal quale avrà
poi cinque figli. Al pittore è sempre stato negato
l’ingresso in Rimini e quindi è costretto
a lavorare in altre città. Vive però a
Sant’Arcangelo che è fuori dal circondario
Riminese. Dopo alcuni anni, quando la Contessa è
già maritata al nipote, il Cagnacci fa dono ai
P.P. Carmelitani, che ancora erano nella Chiesa del
Borgo di San Bartolo, del bel dipinto che possiamo anche
oggi ammirare, entrando nella nostra Chiesa dalla porta
principale (il primo sulla sinistra) in cui sono raffigurati,
in alto Sant’Andrea Corsini, in basso, Santa Maria
Maddalena de’Pazzi e Santa Teresa. Qui termina
l’avventura che ha legato il Cagnacci al nostro
Borgo. In occasione della 5° festa, spero che il
racconto di quanto accaduto tanti secoli fa ci spinga
a soffermarci davanti al magnifico dipinto che arricchisce
la nostra Chiesa e ci faccia rivivere gli intrighi e
le atmosfere dei primi anni del diciassettesimo secolo.
C.C. 2002.
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