Anche quest’anno, rifacendomi ai “Luoghi
e personaggi del borgo” pubblicati nei tre anni
passati, vorrei ricordarne alcuni che mi erano sfuggiti
nelle vecchie ricerche, puntualizzare e completare le
notizie inerenti a fatti e persone già citate
precedentemente. Nel borgo c’erano due maniscalchi.
Il primo, Pesaresi (detto “Bureccia”), ha
esercitato dal 1925 al 1950 circa. Oltre che maniscalco
era un tuttofare per curare i cavalli ed i bovini: sostituzione
dei ferri, tosature, taglio delle unghie ecc. Esercitava
la propria attività all’inizio di via Flaminia,
fra uno stallatico e una cantina. Anche il fratello
esercitava la stessa professione ed aveva la bottega
nel Borgo S. Andrea (Borgo Mazzini).
L’altro era Cesare Santini; aveva la bottega nella
vecchia circonvallazione, posizionata a metà
circa fra la proprietà della Chiesa e il palazzo
Ghetti e vi si accedeva anche dal borgo. Abitava all’interno
del Borgo, in vicolo S. Gregorio. Negli anni scorsi
ho citato lo stallatico ”Rosetti Rinaldo”
e mi dicono ulteriori informazioni che aveva un recapito
anche in un altro stabile, precisamente dalla parte
opposta della strada, nella casa all’angolo fra
il borgo e il vicolo San Gregorio. Sempre parlando di
stallatici, nel nostro borgo ne esisteva un altro ed
era posizionato all’angolo di quelle case sporgenti
all’inizio della via Flaminia. Lo stabile era
di proprietà dei Sigg. Ugolini di San Sepolcro
ed al primo piano vi abitava la famiglia Busignani.
Nel vicolo San Giovanni c’era un artigiano che
lavorava sempre nell’ambito dei cavalli e delle
carrozze: era specializzato in qualsiasi riparazione
di carrozze e calessi e si dice fosse un artista nel
suo campo. E’ ricordato con il soprannome di “Zumpa
il carrozziere”. C’erano poi i fiaccheristi:
Pivi con la stalla nel vicolo San Giovanni, Guiducci
conosciuto da tutti con il soprannome di “Bisostre”,
sempre nello stesso vicolo, “Finoun”, un
altro Pivi, con stalla in via circonvallazione zona
Santo Spirito e Grisoli, che abitava nella zona della
Colonnella (questi in origine faceva il carrettiere).
All’interno del Borgo, poco lontano dallo stallatico
Rosetti, vi era un negozio con un’attività
affine; vi si vendeva corda di tante misure e finimenti
di ogni tipo per cavalli. Questo negozio era gestito
da una signora, detta ”l’Augusta”.
E ancora riferito agli animali un’altra bottega,
all’incirca di fronte alla Chiesa, leggermente
spostata verso il vicolo S. Giovanni. Vi si vendevano
crusca, fava, avena, frumento e grano. A fianco del
Palazzo Ghetti la cantina “dla Cenciota”
Arlotti, già citata gli anni scorsi, era in precedenza
gestita dalla “Tugnina” Carlini. Abo Riccioni
abitava di fronte alla Chiesa ed era un valente attore
di prosa. Negli anni attorno al 1930 fece dono alla
Chiesa di San Giovanni, dove ancora si trova, della
statua di Santa Teresa, la qual cosa destò negli
abitanti del Borgo un grande entusiasmo. Gustavo Quadrelli
e la Sig.ra Anita gestivano un negozio di generi alimentari
dove ora è il bar latteria “da Gianni”;
il negozio era rinomato per la buona qualità
dei prodotti ottenuti dalla lavorazione della carne
di maiale.
Nello stesso stabile nell’immediato dopoguerra,
un figlio di questi signori, Giovannino, aprì
un posto di ritrovo del tipo bar, caffè, ristorante,
biliardo. La storia della osteria-trattoria all’inizio
della via Flaminia ha inizio 100 anni fa circa. Inizialmente
era sull’angolo della strada per San Marino ed
era gestita dai coniugi Busignani, Zvan e la Virginia
poi, dopo avere spostato l’attività di
pochi metri, aprì un nuovo gestore, un tale Muschin,
al quale seguì la Gambouna (Guidi) e per ultimo
Piccinelli; tutti questi personaggi hanno avuto una
cosa in comune: servivano ai clienti del gran buon vino.
Oggi lo stesso locale, riveduto e corretto, è
il ristorante “il Borghetto”. Il famoso
Ligierini (Lazzari Alfredo) di cui abbiamo parlato gli
scorsi anni, aveva in casa una parente (moglie, cognata,
sorella ? ) che era soprannominata “la professora”
visti i buoni risultati che otteneva con i medicamenti
da lei prodotti. Confezionava anche cerotti medicati.
Sempre all’interno del borgo c’erano poi
altre attività delle quali non ho notizie: il
garage Cosmi, in via XX Settembre, Lunedei Antonio,
stessa via - cereali, Corbelli Primo stessa via - droghiere,
l’ebanista Giunchi, in via XX Settembre e la Coop.
Falegnami nel palazzo Ghetti, Arcangeli Ferdinando,
via Santo Spirito - fabbro, Clementoni Lorenzo, via
Flaminia - fabbro. Per quanto riguarda i fornai, oltre
al forno Ravegnani ne esisteva uno gestito da Del Bianco
Stella. Sempre in via XX Settembre, Bordoni Gomberto
e Corbelli Primo – alimentari, Santarini Giovanni,
via Flaminia – granaglie, Tosi eredi di Gualfardo
e Ugolini Secondo - commercio dei legnami, le macellerie
di Conti Attilio e Ravegnani Eleonora, la maglieria
Ugolini Sorelle in via XX Settembre, Stoffe e tessuti
di Mancini Serafino, la tabaccheria di Tuni Aurelia,
le terraglie di Catrani Emilio. Con questa ultima serie
di “Luoghi e personaggi del borgo” spero
di aver contribuito a documentare la storia e la vita
di tutti i principali personaggi che lo hanno abitato,
e soprattutto mi auguro di non aver dimenticato nessuno
!!
Lunga vita al nostro caro, vecchio e amato borgo San
Giovanni !
C.C. 2001.
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