Borgo San Giovanni - Comune di Rimini
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Edizione 2000
La festa nel Borgo 15 Luglio 2000


“IL BORGO SAN GIOVANNI”
Curiosità

Non tutti sanno che all’ingresso del Borgo, attorno al 1500 detto di San Bartolomeo, tra le strade che oggi portano al mare e alla Chiesa di Santo Spirito era stato costruito l’“Arco di Giulio II”. Questo fu innalzato nel 1509, quando la città passò dal dominio dei Veneziani a quello della Chiesa, sulle rovine di un arco esistente in precedenza. L’arco serviva come porta d’ingresso al Borgo e al suo interno pare ci fosse un ufficio di gabella“sub turris seu archudicte porte“. Fu restaurato quando, nel 1541, Papa Paolo III visitò la città. Nel luglio del 1620 fu ripulito in occasione della visita a Rimini del Card. Alessandro Orsini. Danneggiato gravemente dal terremoto del 1786, l’anno successivo fu demolito. All’interno del Borgo esisteva un ospedale. Dalle note storiche purtroppo non sono potuto risalire alla sua ubicazione.
Sui documenti, tra cui il libro della Mensa Vescovile, si trova citato diverse volte negli anni che vanno dal 1300 al 1400. Era chiamato “Hospitale Sancti Jacobi Calzolariorum de Burgo Sancti Genexi“. All’interno di questa costruzione sembra ci fosse anche un oratorio. Il 24.Dicembre del 1786.Rimini fu scossa da un terremoto.
Dai testi del Tonini, insigne storico riminese, risulta che “alle ore 13 e 14 e mezzo si fecero sentire senza rombo per quattro o cinque secondi due non piccole scosse di tremuoto, dapprincipio un po’ vorticoso, poscia di ondeggiamento colla direzione da greco a garbino”. “quando ecco, due ore circa dopo la mezza notte, si accese sopra la città stessa un estesissimo lampo, che vivamente e d’un color rosso tutta la illuminò, talchè quanti ritrovaronsi all’aperto furono costretti di chiudere gli occhi, non potendo sostenere l’intensa penetrantissima luce. Quasi immediatamente scoppiò un orribilissimo tuono, cui successe una violentissima concussione della terra, che durò 15 o 16 secondi”. “Le dame e i cavalieri lasciati i loro palagi e i soffici letti, si racchiusero nelle carrozze e ivi passarono il rimanente della notte”. Nel borgo di San Bartolomeo morirono due persone, due coniugi.
Da una perizia depositata nella Pubblica Segreteria risulta che, per il Borgo di San Bartolomeo/San Giovanni, i danni ammontarono a 4083 scudi e 25 baj.

I PERSONAGGI DEL BORGO.

Fra i “personaggi” del Borgo citati in questi anni, non possiamo dimenticarne alcuni vissuti a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale. La “Culomba de vein”, all’anagrafe Colomba Minghetti, era originaria di Fusignano, dove nacque nel 1888. Fin dalla gioventù lavorò con tale Maltoni alla produzione e alla commercializzazione del vino.
Si trasferì a Rimini attorno al 1918/20 e continuò a lavorare in campo vinicolo, in collaborazione con la cantina Raffaelli di Montetauro di Coriano.Era un’insuperabile intenditrice e possedeva una dote non comune, indispensabile nel suo lavoro: aveva un palato eccezionale. Alla fine della guerra, aprì delle rivendite a Rimini: prima in Via Brighenti, poi in zona ospedale vecchio, ancora in Via San Gregorio e infine in Via Nigra. La Colomba era una lavoratrice instancabile, ma aveva un’altra grande qualità, infatti non rifiutava mai di aiutare i bisognosi. Era il 1974 quando si spense, all’età di 86 anni. Giovanni Pozzati, nato a Ferrara, e la moglie Maria, riminese, gestivano l’edicola all’angolo di Via Tripoli con Via Flaminia. Prima che i coniugi iniziassero la loro attività, i giornali si potevano acquistare nella vicina tabaccheria.
In gioventù Giovanni era militare a Pesaro. Trasferito a Rimini, divenne artigliere del 56° Reggimento “Casale” con qualifica di maniscalco. In seguito partecipò alle guerre di Albania e Grecia. Al ritorno in Patria si congedò e, alla fine degli anni ’40, aprì l’edicola gestendola per molti anni insieme alla moglie. Chi non ricorda “Giovannone” in sella alla sua fedele vespa 50 mentre scorazza per la via? Col passare degli anni Eros, uno dei due figli, è subentrato alla gestione dei genitori e ha continuato l’attività familiare.
Oltre all’edicola del Borgo, ne ha aperta una a Bellariva e una all’interno del quartiere fieristico. Purtroppo Eros non è riuscito a gestirle per molto tempo, ci ha lasciato ancora giovane. E’ nostro intento ricordarlo com’era: discreto sempre presente, disponibile.

C.C. 2000.

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