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| - Borgo
San Giovanni (inizio '900) |
Esiste un documento
del 996 in cui sono elencate le Parrocchie della Città
che in quel tempo erano chiamate Monasteri. In quest'elenco
si legge "San Giovambattista, nel Borgo orientale".
In base a questo possiamo credere che, sulle rovine
di questa Basilica, nacque la Chiesa dedicata a San
Giovanni Battista.
Siamo sempre negli anni attorno al 1000.
Si torna a parlare di quest'edificio dopo molti anni
quando, nel 1573 fu concessa ai PP Carmelitani che "vi
eressero un comodo convento e sufficiente Chiesa".
E' scritto nel testo di un insigne studioso, "...la
qual non molto tempo fa era delli Confrati della Venerabile
Confraternita chiamata di San Giovanni Battista del
Borgo e fu concessa, il 15.07.1573, per opera dell'Ill.Comunità
e con il favore & aiuto di Monsignor Rev.mo Giulio
Parisani di Tolentino, Vescovo di Rimini, essendo Pontefice
il Santo Papa Gregorio XIII, alla Venerabile & antica
Religione della Santissima Nostra Signora Madre di Dio
del Carmine, la cui origine hebbe da Elia Profeta nel
Monte Carmelo".
Nel 1606 gli fu unita la Parrocchia di San Gregorio,
Chiesa molto antica di cui parleremo più avanti.
Gli storici concordano nel sostenere che l'intero edificio,
costituito dalla Chiesa di San Giovanni e dal convento,
sorgeva "extra moenia" vale a dire fuori dalle
mura, in luogo appartato rispetto al centro della città.
Il Borgo di San Genesio infatti, anche se circondato
da palizzate, non era molto abitato ed ospitava il mercato,
un'attività saltuaria e periodica.
E' proprio questo particolare che, probabilmente, facilitò
o provocò l'insediamento in questo luogo dei
PP Carmelitani, Ordine contemplativo e tradizionalmente
extraurbano.
La Chiesa, nel 1625, subì grossi danni per un
evento naturale.
Successivamente i Carmelitani, nel 1667, la ripararono
e la ampliarono notevolmente. I lavori furono terminati
nel 1772 lasciandola nel modo in cui si trova attualmente.
In quel tempo era Vescovo di Rimini Mons. Francesco
Castellini, Patrizio forlivese, con il nome di Francesco
II.
(continua)
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