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| - L'Arco
d'Augusto nel 1975 |
L'Arco quindi perde
la sua funzione originale di porta d'ingresso alla città.
In seguito, come ricordavo all'inizio, scoppia la guerra.
Per 396 volte Rimini è colpita dai bombardamenti
ed è ridotta un cumulo di macerie.
Al ritorno ci attende una gradita sorpresa: il nostro
amato Borgo è quasi indenne in mezzo a tante
rovine.
Dopo quei tristi giorni riprende lentamente la vita
all'interno del Borgo San Giovanni. Nessuna modifica
urbanistica particolarmente interessante si verifica.
Ancora oggi troviamo le case a schiera di modeste proporzioni,
salvo qualche anti-estetica eccezione, quasi tutte poco
larghe ma profonde, con l'orticello all'interno, come
si usava qualche centinaio d'anni fa.
Da un pò di tempo a questa parte si nota negli
abitanti la precisa volontà di far rivivere il
Borgo com'era. Si nota sempre più il desiderio
di salvare e recuperare quanto di bello c'è ancora
in quelle piccole costruzioni di cui il Borgo è
ricco. Anche i particolari che sembrano insignificanti
sono valorizzati e tornano così a parlarci della
loro storia, che è la nostra storia.
Il Borgo nell'arco dei secoli è rimasto integro
nella sua forma originaria. Oggi, infatti, è
ancora situato ai lati della Via Flaminia ed è
costituito da edifici abitativi, integrati con attività
commerciali ed artigianali, che danno alla zona una
notevole prosperità.
Il grande patrimonio comune va protetto e può
essere un motivo di aggregazione per le nuove generazioni,
per i nostri figli e i nostri nipoti, come lo è
stato per tutti noi.
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