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| - L'Arco
durante i lavori (1937) |
La Chiesa di San Cristoforo
è ricordata nel 1342 da Guglielmino d'Ugone da
Monte Sorbo, da Santolino, detto il brigante da San
Martino in Venti, poi nei testamenti di Malatesta Antico
1364, di Malatesta Ungaro 1372, quindi nel testamento
di Donna Clemente del 17.02.1390.
Questa era nei pressi della porta d'ingresso al Borgo
"...extra urbem et porta Sancti Genesii...".
Nella Chiesa erano le Monache di san Cristoforo che
furono trasferite in città nel convento delle
Santucce quando, nel 1428, la Chiesa fu demolita.
Nella zona fuori del borgo, dove oggi c'è il
palazzetto dello sport e prima il Palazzo Sartoni, chiamato
in tempi più recenti "Pio Felice",
era la Basilica di San Gaudenzo, "Ecclesia Beati
Gaudentii", il più antico Santuario Cristiano
della città. In quella zona si dice sia stato
martirizzato San Gaudenzo. Tale Chiesa, a tre navate
con cinque altari, dal VIII secolo al XV fu data in
custodia ai Benedettini Cassinesi; a questi subentrarono,
nel 1641, i Cistercensi Riformati di San Bernardo che
nel 1724 rinnovarono il tempio ed il convento. Questi
lo tennero fino alla soppressione degli Ordini Religiosi,
il 6 Luglio 1797.
Andando a ritroso nel tempo scopriamo che la Basilica
ed il Monastero erano stati costruiti sulle rovine di
un tempio dedicato a Giove, all'incirca nel 300/350,
per volontà dell'allora Vescovo Stemmio. Era
chiamata "Chiesa della Confessione dei Martiri".
La zona confinava con un lago detto Lacus Maior, Lacus
Martjrum, Lagmaza, e anche la Gumaggia. Probabilmente
da esso ha preso nome la via che lo costeggiava dalla
parte del mare, l'odierna Via Lagomaggio.
La Basilica è stata demolita all'inizio del secolo
scorso, precisamente nel 1812, per costruire un "privato
casino di letizie" con gran dispiacere e molte
proteste dei riminesi tutti.
(continua)
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